Autosvezzamento, io mi svezzo da solo!

Si è sempre sentito parlare dell’allattamento a richiesta, ma sapevate che esiste anche lo svezzamento, o meglio l’alimentazione complementare, a richiesta?

Io l’ho scoperto durante un piacevolissimo mammacaffè al centro di coworking, con spazio baby, l’Alveare di Roma. Un incontro organizzato dall’associazione Città delle mamme, che ha avuto la bella idea di invitare l’illustre pediatra Prof. Lucio Piermarini, e metterlo a confronto con una  platea di mamme curiose e di gorgheggianti bimbi da 2 ai 10 mesi.

Durante questa mattinata sono stati sviscerati un po’ di quei punti cruciali riguardanti il fatidico passaggio dall’allattamento all’introduzione dei cibi solidi e schematicamente si è arrivati a sostenere che:

  1. Bisognerebbe eliminare il concetto di “svezzamento” come abbandono del latte materno o di formula. L’introduzione dei cibi solidi può avvenire in modo graduale e complementare nel pieno rispetto dei tempi del bambino.
  2. Non esistono studi scientifici che dimostrino l’efficacia dell’utilizzo di baby food (lo stesso brodo patata, carota, zucchina senza sale ma con parmigiano (?), i liofilizzati, gli omogeneizzati e via dicendo), rispetto ad altri cibi. Si tratta solo di comodità.
  3. La quasi totalità dei pediatri tradizionali ci fornisce un “prestampatodi una dieta per lo svezzamento che non tiene conto delle peculiarità, ritmi di crescita, maturità di ciascun bambino. Introdurre un alimento prima dell’altro es. la frutta, la pappa di mais e tapioca, la zucchina, gli spinaci, i legumi, l’uovo, il pomodoro etc. con una cadenza temporale prestabilita fino all’anno di età è frutto solo di una convenzione e non si basa su alcuno studio scientifico.
  4. A parte il latte, qualunque tipo di cibo per il neonato è uguale perché nuovo, soprattutto nella consistenza, del sapore invece può averne memoria dal latte materno o ancor prima dalla gravidanza. Bisogna farlo sperimentare con naturalezza, rispettando le sue competenze (in primis la masticazione) e sempre nell’ottica del buon senso (magari evitare di iniziare con una fetta di parmigiana e un bicchiere di vino!)

Se è vero che il bambino va lasciato libero di sperimentare, è vero anche che lui imiterà chi ha di fianco, in primis la mamma e il papà. Quindi ciò che mamma e papà porteranno alla bocca sarà per lui il premio più ambito e provocherà in lui l’eccitazione più grande. Quella che lo fa scalpitare mentre i nonni, gli zii o l’amico di turno con tenera benevolenza ci esortano a fargli fare un assaggino.

A quel punto gli diamo la possibilità di assaggiare il nostro cibo. E su questo i principi dell’autosvezzamento sono a favore. Ma, in generale, ci chiediamo mai: come mangiamo noi? MALE! Questa è la risposta più sincera.

E’ un dato di fatto. A meno che tu non sia un salutista convinto, di sicuro commetterai degli errori nella tua alimentazione (troppo olio, troppo burro, troppo sale, troppa pasta, troppa carne, troppi grassi, poca acqua, poca verdura, pochi legumi, etc…). Se vogliamo darci un’attenuante, di sicuro il poco tempo a disposizione e i ritmi di vita frenetici ci spingono verso formule “pronte” o veramente veloci di cibo che non rispettano alla lettera le regole della buona alimentazione. E purtroppo a pagarne le conseguenze siamo noi ma anche i nostri figli. Nè tantomeno possiamo pensare di presentarci a tavola con due diete diverse, perché alla seconda volta che gli presentiamo il passato di verdure mentre noi ci gustiamo una bella pasta condita, lui dirà: ma che sono scemo io? voglio il tuo stesso cibo!

L’unica soluzione è imparare a mangiare bene anche noi. Ma questo è un argomento a parte che merita il suo spazio. Mi limiterò adesso a riportare una formula sulle abitudini alimentari espressa  dal prof. Piermarini: 1 errore GROSSO 1 volta va bene, errori piccoli tutti i giorni si possono tolleare, ma errori GRANDI tutti i giorni porteranno il bambino ad avere da adulto delle malattie che lo faranno stare male. Penso che basti solo questo pensiero ad una genitore per fare un’analisi sulle abitudini alimentari e provare a modificare la sua dieta.

Ritornando all’autosvezzamento ecco una lista di cose fondamentali da sapere se si vuole seguire questo percorso:

  1. il bambino “tipico” arriva ad una maturità intestinale a 4 mesi, da qui in poi digerisce anche le pietre!
  2. E’ indispensabile che per poter mangiare da solo abbia una buona stabilità del tronco, per permettergli di eseguire il percorso mano/cibo/bocca con successo (quindi si parla di circa 6 mesi)
  3. Per l’introduzione dei cibi solidi il bambino deve aver superato la fase del morso fasico e del vomito riflesso ed esser passato ad una masticazione rotatoria;
  4. deve avere una maturità cognitiva oltre che fisica, per questo ogni bambino ha il suo tempo
  5. mai forzare la mano, esiste per il bambino un’autoregolazione dell’appetito, mangerà quando avrà fame, se un giorno mangia più e un giorno mangia meno va bene lo stesso,
  6. bisogna aspettare le richieste di cibo del bambino, se non rispettiamo i suoi tempi il rapporto con il cibo può diventare problematico
  7. è bene che il bambino sieda a tavola con i genitori, dapprima in braccio e poi al proprio posto, per osservare e quindi poi imitare  i gesti (la forchetta o il cucchiaio che portano il cibo alla bocca)
  8. Soddisfare qualsiasi sua richiesta (imitazione sempre e ovunque)
  9. E’ bene che i genitori smettano gli assaggi se smette il bambino, o a pasto finito (evitare di mangiucchiare prima o dopo i pasti)
  10. Non modificare i ritmi e la durata dei pasti dei genitori (se i genitori possono cenare alle 22 di sera per motivi di lavoro, anche il bambino mangerà a quell’ora con loro…d’altronde non tanto tempo prima mangiava anche alle 2-4 di notte!)
  11. Se si vuole, l’allattamento può proseguire a richiesta anche durante la fase di autosvezzamento;
  12. Non preoccuparsi per la quantità dei cibi ingeriti (qualsiasi cosa purché mangi), fare piuttosto attenzione alla qualità, ai concetti elementari di una alimentazione corretta, che si può riassumere nello schema della piramide alimentare mediterranea

Non avevo avuto il piacere di conoscere il prof. Piermarini prima, avevo letto qualcosa ma non avevo approfondito mai. I suoi studi sull’argomento risalgono al 1992 (quindi 24 anni fa) e si fondano su studi scientifici e quella branca della medicina che viene chiamata EBM (Medicina basata su prove di efficacia). Ho svezzato i miei bambini seguendo le regole tradizionali suggeritemi dai pediatri e per fortuna non ho avuto alcun particolare problema con nessuno dei due. Non ho mai chiesto il perché fosse meglio iniziare con la frutta, continuare poi con i brodi, un cucchiaio, due cucchiai e via. Mi sono solo fidata della loro esperienza e mi sono attaccata a quelle “formule” come se fossero l’unica Bibbia da seguire.

E’ vero che la seconda volta non sono stata così diligente come la prima volta, ma questo si sa, con l’esperienza si superano certe paure e si semplifica per raggiungere l’obiettivo. Eppure forse questa elasticità mi ha consentito di sperimentare di più. Col senno di poi posso dire che proverei l’autosvezzamento, o meglio l’alimentazione complementare a richiesta. Se da un punto di vista scientifico non esistono ragioni che lo impediscano ma al contrario viene foraggiato per evitare disturbi legati all’alimentazione e creare un buon rapporto con il cibo, credo con tanto buon senso e pazienza si possa fare. Il punto fondamentale rimane quello del rispetto delle regole di una buona alimentazione in famiglia.

In condizioni normali non servono dietologi e nutrizionisti, basta scaricare e stampare la piramide alimentare che ci dice quali sono i cibi che devono stare alla base di una dieta mediterranea e quelli che dovremmo mangiare con meno frequenza. Anch’io da oggi ho questo schema sul frigorifero, perché non è mai troppo tardi per imparare a mangiar bene!

 

piramide2013.jpg

Se siete interessati a questo argomento troverete tanti approfondimenti su internet, io vi consiglio di leggere:

“Io mi svezzo da solo!” del Prof. Lucio Piermarini, lo trovate anche su Amazon

“Sotto il camice niente” del Prof. Lucio Piermarini lo trovate anche su Amazon

“Io mangio come voi. 63 ricette gustose per mangiare bene da 6 mesi a 99 anni” anche questo su Amazon

http://www.autosvezzamento.it

http://www.nostrofiglio.it/neonato/svezzamento/svezzamento-le-nuove-regole-io-mi-svezzo-da-solo

 

 

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