Fai tanti sogni di arcobaleni…

A volte la guardo e rivedo me. A volte no, lei è più autonoma ed indipendente, sa ciò che vuole prima ancora di farlo e per una bimba così piccola non è scontato. Ruba con gli occhi per non perdersi nulla e corre a perdifiato per non restare indietro di un passo. Il suo evolversi mi sconvolge e mi riempie l’anima. A volte quando la guardo il cuore sussulta e temo di poter morire lì, all’istante, e perdermi tutto ciò che sarà di lei e di suo fratello...un giorno…

Così piccole quelle manine che sporca con lo smalto se lo trova per casa, così dolci quelle labbra che diventano da pagliaccio se acchiappa un rossetto, e così espressivi quegli occhi che ti ammaliano al primo sguardo. Dispettosa come mai, e decisa, come quando con quel piglio da grande rimprovera il suo papy che la schernisce perchè ha appena sporcato il suo bel vestitino (col budino che lui le ha dato). “Non c’è niente da ridere!”, lo ammonisce, e lì ritorno io, col mio fare da maestrina, incarnata in una bimba di 2 anni e mezzo.

Il pensiero di essere in qualche forma genetica dentro di lei mi inorgoglisce e allo stesso tempo mi spaventa. Vorrei programmarla per non soffrire, per avere successo in tutto ciò che fa, per non mollare davanti alle difficoltà e trovare sempre il lato positivo delle cose, per alimentare le sue curiosità, per viaggiare e conoscere, conoscere sempre, senza fermarsi, perché il sapere le darà tutti gli strumenti per capire ed affrontare la vita. E poi penso che forse con questo “software” potrebbe solo fallire ciò che è il senso della vita o perlomeno quello che fa vivere le emozioni più profonde e che ti porta alla maturità di poter affermare poi di essere felice, privandoti di quella lucidità necessaria per guardare tutto ciò che gira intorno a ritmi vorticosi ed inspiegabili, sottomettendoti alle felicità surrogate, i tempi surrogati, le realtà surrogate, i pensieri surrogati.

Un po’ di verità, di  senso profondo, di natura, di istinto, deve mantenerli e curarli. Al di fuori della nostra fanciullezza percorriamo per anni binari prestabiliti che ci danno approvazione o frustrazione. C’è sempre davanti a noi un’entità superiore che deve condizionare i nostri comportamenti. Tendiamo ad essere migliori rispetto a degli standard, perdiamo la nostra creatività perché cambiano gli scopi. Non vogliamo più migliorare, ma vogliamo guadagnare (soldi, fiducia,posizioni), e se anche i nostri gesti fossero spinti dalle migliori intenzioni, dovremmo difenderci da chi quella bontà la prende e la tratta come debolezza e la sfrutta facendoti sentire un ebete nelle sue mani, lontano delle quali non avresti più esistenza. E invece un’alternativa c’è. C’è sempre. E va alimentata con le proprie passioni, competenze e personalità, quel valore inestimabile che ci rende diversi dagli altri e che non dovrebbe essere messo al servizio di nessuno se non delle proprie buone intenzioni.

“Piccola principessa, una bacchetta magica te la vorrei costruire, e vorrei anche crearti una formula magica speciale, ridicola, ridondante, che faccia solo inarcare gli angoli della tua bocca e sorridere i tuoi occhi mentre la agiti e fai una giravolta. Bibbidi, pimpulu pampulu, ambarabì, chicchirichì, tarattatà…che questo mondo abbia la forza di risollevarsi, che ognuno di noi sia coraggioso e consapevole della propria individualità e la metta non al servizio degli altri, ma in condivisione con gli altri senza perderne il valore ma accrescendolo, che i sentimenti forti, puri, positivi, trovino porte spalancate e che gli si dia tutto il credito che vogliono senza orpelli, leggi, o altro, con quella magia speciale che solo gli “orsetti del cuore” potevano sprigionare. La pace nel mondo sarebbe il top, ma ormai queste parole messe insieme più che un’utopia sono diventate uno scherno.

Continuerò ad accompagnarti nelle tue scelte, che siano di tulle, pizzo o jeans, metteremo insieme le corone e giocheremo alle principesse se vorrai, perché loro le vedi nei cartoni animati anche se in realtà non esistono più, perché loro saranno i tuoi miti fino ad una certa età (finché poi tu e le tue amichette  deciderete di riporle). Cercherò di aiutarti a decidere cosa sia meglio per te dosando la mia parte mamma con la mia parte donna, non ti lascerò sola quando questo mondo fatato e colorato che è la fanciullezza piano piano sbiadirà, terremo una piccola bacchetta magica di nascosto solo per noi, e la agiteremo ripensando alla felicità che ci dà il farlo adesso.

Ti prometto questo e ti prometto che alla fine di ogni giornata, bella o brutta che sarà, più a lungo che potremo, continuerò a sussurrarti quelle parole che evocheranno in te serenità e pace interiore: Ti voglio bene amore mio, fai tanti sogni di arcobaleni...(o di baccobaleni, come dici tu).”

 

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