Mamma, sei stata proprio brava!

Oggi vorrei urlare anch’io: mamma son tanto felice! Non per una vincita, un successo al lavoro, o altro, sono felice per una cosa molto più semplice per molti banale ma vera e ricca di significato: ho incrociato gli occhi del mio ometto pieni di orgoglio per la sua mamma che aveva appena letto due racconti nella sua classe. Quell’ometto è stato tutto il tempo seduto composto, si rosicchiava un po’ le dita, ma era diligente nonostante la sua voglia di alzarsi da quella sedia e correre ad abbracciare la sua mamma. I nostri bimbi crescono velocemente e a volte così presi dalle miriadi di azioni quotidiane non riusciamo a godere dei loro traguardi, della proprietà di linguaggio che acquisiscono, delle loro competenze che crescono e da goffe si raffinano fino a diventare delle azioni perfette fatte da manine ancora troppo piccole. Ieri scrivevamo insieme il suo nome su un quaderno, io cercavo di incasellare quelle lettere che stavano benissimo sparse e oblique sul foglio, la s più piccola la A grande, la M gigantesca…nulla di più bello ed esaltante e lo dico con cognizione di causa, la mia visione non è più soltanto quella di una mamma figlicentrica, da quando ho ripreso a lavorare ringraziando il cielo posso stare nuovamente a contatto con quelle orribili dinamiche del sistema soldo.

Stamattina alle 10.00 entravo nella classe di mio figlio di 4 anni un po’ intimidita ed emozionata perché dovevo leggere due racconti, un progetto molto bello sulla lettura a cui partecipa la scuola materna di Samuele. I bimbi erano già pronti, dei soldatini in uniforme rosa e azzurra in una camera tutta colorata, disposti in semicerchio e delle sediole in mezzo che ospitavano il genitore/lettore di turno. Sono entrata in punta di piedi, ma le loro manine alzate in segno di saluto e i loro sorrisi mi hanno scaldato subito il cuore. Due storie che a me sono sembrate meravigliose, nella loro semplicità e nella ricchezza di contenuto. Abituata a leggere testi troppo tecnici del mondo lavorativo o troppo fintamente privati come quelli sui social network.

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Una storia carinissima, semplice ma efficace che suggerisce un modo molto dolce di lasciare una coccola al proprio figlio quando si va via per qualche ora o per un viaggio. In questo caso è la piccola zebra Zeb che parte e si porta con sé una scatola piena di bacicaramelle lasciati da mamma e papà.

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La seconda è una storia di amicizia molto intensa tra un albero ed un ragazzo, che da bambino adorava l’albero. Ci si arrampicava, si dondolava, raccoglieva le mele, era felice…poi crescendo pian piano si allontanò dall’albero. Tornava quando era molto triste ed aveva bisogno di cose materiali per essere felice: i soldi, la casa, una barca. L’albero lo aiutò come poté con le mele da vendere, i rami per costruire la casa e il tronco per la barca, finché non rimase che un piccolo ceppo con le radici. L’albero era triste perché non poteva più offrire nulla al suo amico ormai diventato un anziano signore, ma il suo giaciglio confortevole era ciò che l’uomo cercava e l’albero fu felice.

Finita la lettura di questi racconti i bimbi si sono avvicinati con la voracità di rubare con gli occhi le immagini di quei racconti che avevano ascoltato. Il mio ometto partecipe all’azione si avvicina finalmente a me silente e mi riempie di baci, carezze, abbracci. I bimbi e le maestre hanno ringraziato me, genitore di turno, e mio figlio mi ha congedato con uno sguardo languido ma allo stesso tempo fiero ed orgoglioso, rivolgendomi queste semplici parole:

mamma sei stata proprio brava!“.

Signori, nulla di più emozionante e gratificante per me. Nessun esame all’università, master, successo lavorativo può mai essere messo a confronto di quel complimento sincero, puro e speciale fatto da tuo figlio.

Grazie a voi bimbi per avermi regalato questo momento di felicità.

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